La crisi di Confcommercio Sud Sardegna è ormai esplosa in tutta la sua evidenza. L’Assemblea Generale dei Soci, convocata dal presidente Bertolotti per l’approvazione del bilancio provvisorio, ha respinto con una maggioranza schiacciante il documento contabile (1 favore, 23 astenuti e 145 contrari), lanciando un segnale di tipo politico inequivocabile: la fiducia nella gestione attuale è ormai ai minimi storici.
Il Consiglio Direttivo e i sindacati maggiormente rappresentativi sono stati di fatto estromessi dalle decisioni strategiche, lasciando la gestione dell’Associazione nelle mani di una ristretta giunta operativa, senza confronto e senza trasparenza. Gli associati ora dicono basta. L’Assemblea ha diffidato l’attuale governance dal procedere con l’attuazione di qualsiasi delibera che preveda spese non previste in un bilancio approvato, denunciando una guida autoreferenziale che ha disatteso ogni accordo programmatico concordato con i sindacati in fase di elezione ottenendo così solo un allontanamento degli imprenditori.
“La bocciatura del bilancio è una sfiducia chiara e diretta alla gestione attuale” – dichiarano i consiglieri promotori della richiesta di confronto e cambiamento e che hanno richiesto di convocare un consiglio, poi negato – “Confcommercio Sud Sardegna non può essere gestita come un feudo privato. Serve trasparenza, partecipazione e una visione condivisa, altrimenti rischiamo di perdere ogni credibilità e di compromettere il futuro delle imprese che rappresentiamo.”
Il 2025 è un anno cruciale per la pianificazione delle strategie economiche del territorio, e Confcommercio dovrebbe essere il motore del cambiamento e del sostegno alle imprese. Ma senza una leadership riconosciuta e senza una guida autorevole e condivisa, l’Associazione rischia la paralisi definitiva.
Alla luce di questa sonora bocciatura, il presidente Bertolotti deve prendere atto della realtà: senza consenso e senza credibilità, la sua posizione non è più sostenibile. È dunque necessario convocare al più presto l’Assemblea, affinché gli associati possano esprimersi e decidere in modo democratico chi dovrà governare Confcommercio Sud Sardegna nei prossimi anni. Le imprese del territorio meritano una nuova e alternativa opportunità. Solo così si potrà garantire una rappresentanza forte e legittimata dal consenso.