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La rabbia di Valentina Pitzalis: “Minacciata e offesa, io so quanto sono bruciata”

di Paolo Rapeanu
25 Febbraio 2019
in cagliari

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Nelle ore della conferenza stampa convocata dai genitori di Manuel Piredda, morto in seguito a un incendio scoppiato nella casa della Pitzalis, a Bacu Abis, nel 2011, nella quale stanno raccontando gli ultimi sviluppi e dichiarando che “nostro figlio è morto prima dell’incendio”. La Pitzalis affida a un lungo comunicato stampa la sua posizione, eccolo.

“Oggi ci sarà una conferenza stampa indetta dalla famiglia Mamusa-Piredda prima dell’udienza che si è tenuta
ieri in Tribunale. Io non farò una contro conferenza perché lo trovo inopportuno visto che ci sono altri appuntamenti in
Tribunale che permetteranno di dare e avere a tutti un quadro completo.
Non so cosa diranno oggi, la mia replica resta quanto ho scritto alle persone che mi sostengono, cioè la lettera con la quale il mio avvocato ha sintetizzato quanto REALMENTE avvenuto in udienza ieri.
In queste ore la mia persona, i miei familiari, le persone che mi aiutano e mi sostengono da anni nel percorso
di recupero fisico e psicologico, sono sotto attacco mediatico senza precedenti.
Per mesi la signora Mamusa, e quello che lei definisce il suo team difensivo, hanno argomentato con convinzione le tante modalità con le quali avrei causato la morte di Manuel; hanno festeggiato quando è stata disposta l’autopsia che, a detta loro, avrebbe evidenziato quelle ferite mortali che mi avrebbero “incastrato”
e decine di persone hanno creduto a quelle ricostruzioni che oggi improvvisamente svaniscono senza che il
“team” dica una sola parola.
Mi sarei aspettata almeno una parola di scusa rivolta alle tante persone che hanno, a mio modesto avviso,
preso in giro in tutto questo tempo.
Invece no, non dicono nulla, si limitano a diffondere un’intervista fatta al LORO consulente lasciando
cadere nell’errore chi (quasi tutti i loro sostenitori) ha pensato che a parlare fosse il perito del giudice.
Non hanno corretto chi ha inteso che tutti i periti avessero concordato sulla versione esposta oggi dalla
signora Mamusa, non hanno chiarito perché nessuno di quel team vuole realmente chiarezza.
Non hanno rispetto – se lo avessero almeno oggi avrebbero detto la verità – nemmeno per le persone
che, in nome della loro verità, non hanno esitato (e neanche oggi esitano) a ricoprirmi di odio e
minacce.
Senza attendere una mia risposta, una mia dichiarazione, pensiero, opinione, sono stata accusata di essere
una “assassina”, “ladra”, “falsa”, “finta invalida” e sono stati pubblicati il mio indirizzo di casa e minacciate
le persone che mi aiutano e la onlus che da anni mi assiste per difendermi e continuare a trovare una
ragione di vita quando mi sveglio la mattina e mi guardo allo specchio, cercando la forza per uscire di casa
e continuare a lottare. La mia pagina facebook Un sorriso per Vale è nata per questo.
Per cercare attraverso le parole delle persone che mi seguono, quelle che io chiamo i miei angeli, la forza di
continuare a sorridere, senza più la mai faccia, una mano e la mia identità.
Ho preso tempo per scrivere perché sto male, perché non ho nulla da nascondere e perché dovevo ritrovare
la forza di combattere. Nessuno mai mi toglierà questo, e come dico nel mio libro il sorriso, e condivido con
l’opinione pubblica ciò che mi ha scritto il mio legale, perché solo questa è la MIA verità e solo questa per
me è la modalità di scrivere e parlare.
Prove, perizie, dibattimento. Il resto non me lo posso permettere.
Grazie a chi mi è stato e starà vicino. Arrivederci a chi non vorrà esserci. Perché io so quanto sono bruciata,
so quello che ho vissuto, io ho combattuto sei mesi in ospedale con decine di operazioni. Io c’ero…”.

La lettera dell’avvocato – “Oggi si è tenuta la nuova udienza relativa all’incidente probatorio davanti al GIP Dr.ssa Gabriella Muscas. Erano presenti in aula i due Periti nominati dal GIP – Giudice Indagini preliminari – (la Prof. Mazzeo e la Dr.ssa Trignano), il Consulente della Procura (del PM) Prof. Tagliaro, il Consulente dei Piredda Mamusa (Prof. Fineschi) ed ovviamente i nostri Consulenti (Prof. Roberto Demontis e Dr. Gualtiero Catani, anatomopatologo).

I Periti nominati dal GIP hanno esposto oralmente al Giudice la relazione che hanno depositato solo pochi giorni fa ed i risultati delle analisi che sono stati effettuate sui reperti istopatologici prelevati dal cadavere di Manuel. La perizia depositata è stata però duramente contestata dal Consulente della Procura (Prof. Tagliaro), che è sicuramente super partes tanto quanto quello del GIP.
Egli, infatti, ha parlato di errori metodologici clamorosi, dal momento che le conclusioni formulate dai Periti risultano fondate su esami immunoistochimici effettuati a mano da laboratori di Ferrara e di Firenze e perciò privi di alcuna validità scientifica, su campioni per di più gravemente deteriorati ed esaminati a distanza di ben sette anni dal fatto.
Per tale motivo le conclusioni cui sono pervenuti i Periti (compresa quella inerente l’asfissia di Manuel precedente all’incendio) sono, a parere del Consulente della Procura ed anche dei nostri Consulenti, assolutamente inattendibili perché viziate dai predetti errori metodologici. Anche per rispondere alle numerosissime false dichiarazioni finora diffuse sui social e nelle interviste televisive, Le ricordo che il Consulente della Procura è colui che deve sostenere il Pubblico Ministero nella formulazione dell’accusa nei Suoi confronti e che, invece, ha sostenuto finora la totale inattendibilità delle conclusioni della perizia depositata alcuni giorni fa dai Periti del GIP e discussa oggi in aula. Per le ragioni sopraesposte, oltre che per quelle illustrate dai nostri Consulenti tecnici, il Giudice ha ritenuto opportuno fissare la prossima udienza del 18 marzo 2019 per sentire gli ausiliari dei Periti (Dr.ssa Neri e Dr.ssa Bertol) che hanno eseguito gli esami sopraindicati e verificare in tal modo l’attendibilità degli esami dagli stessi finora effettuati. Anche la prossima udienza si svolgerà perciò ovviamente alla presenza di tutti i Consulenti e dei Periti. Una conclusione sulla quale, invece, concordano tutti, sia i Periti che Consulenti, è che dalla TAC effettuata su tutto il corpo di Manuel NON sono risultate lesioni traumatiche di alcun genere, neppure dunque quelle ipotizzate dai Consulenti dei Piredda-Mamusa (fori di proiettile nel cranio, ferite da armi da taglio o da fuoco sul corpo) che HANNO COSTRETTO la Procura a riaprire l’indagine chiusa ormai da tempo (per morte del reo), per verificare, attraverso i suoi consulenti, la veridicità di quelle gravi affermazioni. L’indagine del Pubblico Ministero (perché solo di indagine finora si tratta e non di imputazione per omicidio) è pertanto ancora in corso ed i risultati definitivi si conosceranno solo alla fine delle successive udienze, che non potranno essere inferiori a due, così come già anticipato dallo stesso GIP. Per il momento possiamo, quindi, ritenerci soddisfatti ed attendere con fiducia gli esisti finali dell’incidente probatorio che, siamo certi, saranno correttamente interpretati anche dalla Procura. Continuiamo, quindi, a non prestare il fianco alle false illazioni e conclusioni finora avanzate dai genitori di Manuel e da tutto il loro staff. Perché purtroppo, Valentina, dovrà continuare a sopportare, speriamo ancora per poco, ciò che tante vittime di violenza sono costrette a subire per dimostrare di essere tali di fronte ai loro carnefici ed a chi li sostiene”. Avvocato Adriana Onorato

Tags: Cagliari
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