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Consorzio Cisa, i sindaci di Samassi e Serramanna chiedono il commissariamento

di Valeria Putzolu
19 Giugno 2020
in hinterland

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Consorzio Cisa, i sindaci di Samassi e Serramanna chiedono il commissariamento
Chiesto il commissariamento del consorzio Cisa di Serramanna: i sindaci di Samassi e di Serramanna, Enrico Pusceddu e Sergio Murgia, hanno scritto al Presidente della Regione Sardegna e all’Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica per evidenziare “la grave situazione in cui versa il consorzio Cisa e richiedere urgentemente un suo autorevole e pronto intervento per porre fine alle innumerevoli irregolarità che continuano a perpetrarsi nella relativa gestione” . il Cisa è un consorzio tra enti locali (comuni di Serramanna, Sanluri, Villasor Samassi, Serrenti, Nuraminis e Samatzai) che gestisce finanziamenti, appalti e servizi pubblici essenziali per decine di milioni di euro, quali il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti, la gestione degli impianti di compostaggio e depurazione, la realizzazione di impianti fotovoltaici e della rete per la distribuzione del gas metano. Dal 4 ottobre 2019 la società è in liquidazione “con preoccupanti ripercussioni sul patrimonio Consortile e sul futuro dei lavoratori impiegati” .
Tra i vari punti intrapresi dai due sindaci si legge: “in relazione all’impianto di depurazione, abbiamo chiesto chi e a quale titolo è stato autorizzato il conferimento di centinaia di migliaia di litri di percolato in un impianto di depurazione ormai obsoleto che pare non riesca neanche a depurare correttamente i reflui che, quotidianamente, vengono conferiti dai comuni consorziati, peggiorando le condizioni ambientali e igienico sanitarie del territorio. Il sindaco di Serramanna, considerata sia la scarsa trasparenza e opacità che è stata creata attorno all’attività di due impianti con la mancata fornitura delle informazioni e dei documenti, sia l’incessante produzione di emissioni odorigene anomale e il possibile inquinamento di acque e terreni a salvaguardia della salute dei propri concittadini, ha chiesto all’ARPAS, in qualità di autorità Sanitaria Locale, la verifica del corretto funzionamento degli impianti di compostaggio e depurazione. Pertanto, l’impianto di compostaggio prima e l’impianto di depurazione poi sono stati oggetto di verifiche sulla funzionalità degli impianti da parte dell’ARPAS (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna) che, a seguito di sopralluoghi ed esame della documentazione prodotta, ha formalizzato le proprie conclusioni. Con riferimento alla molteplicità di non conformità e alle significative criticità rilevate, conseguenti sia allo scostamento del processo produttivo rispetto al layout del progetto autorizzato che alle gravi carenze manutentive riscontrate, l’ARPAS ha ritenuto necessario procrastinare il riavvio dell’impianto, considerando che allo stato attuale non sono presenti le condizioni minime per garantire il regolare svolgimento dell’attività produttiva in ordine. Vogliamo inoltre segnalare che, come amministratori del consorzio, da anni ci viene impedito sistematicamente di espletare la nostra funzione di indirizzo e controllo. Infatti, pur avendo chiesto innumerevoli volte, sia formalmente che verbalmente, informazioni e documenti inerenti l’attività amministrativa del consorzio, al fine di poterne valutare la correttezza e l’efficacia, non abbiamo mai ottenuto risposte esaustive in quanto la documentazione posta a disposizione è sempre stata inconsistente o non corrispondente a quanto richiesto. Considerata la gravità della situazione e le possibili conseguenze di natura penale ed economica che potrebbero ripercuotersi sul consorzio Cisa e sui comuni che legalmente rappresentano, viene chiesto l’immediato scioglimento degli organi consortili ed il conseguente commissariamento del consorzio intercomunale di salvaguardia ambientale”. 
Tags: serramanna
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