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Olbia, quando la follia uccide l’innocenza: il cucciolo Calaceo a sette mesi morto a colpi di forbici

L'orribile episodio di ieri a Olbia, protagonista un tunisino: il cagnolino aveva solo sette mesi, era accucciato sotto il tavolino di un bar

di Valeria Putzolu
11 Febbraio 2026
in il-diavolo-sulla-sella, sardegna

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Olbia, quando la follia uccide l’innocenza: il cucciolo Calaceo a sette mesi morto a colpi di forbici

Olbia, un tranquillo pomeriggio si è trasformato in un giorno di ordinaria follia: forbici in mano, un uomo ha ferito due persone scelte per caso e ucciso Calaceo, un povero cagnolino di 7 mesi, che era tranquillo, seduto sotto un tavolino di un bar.
Lida: “Grazie al coraggio straordinario di una signora, che ha scagliato un vaso in testa all’aggressore rischiando la propria vita, il cucciolo è riuscito a rifugiarsi all’interno del locale. Ma le ferite erano già mortali”.

Un episodio che ha generato paura e preoccupazione quello avvenuto in pieno centro abitato, due persone ferite, una grave, e una vittima, il cagnolino che era uscito per una passeggiata. È stato soccorso da Lida sezione Olbia che ha raccontato quanto accaduto: “Quando la follia uccide l’innocenza
Il 10 febbraio 2026 è un giorno che porteremo per sempre scolpito nel cuore con immenso dolore e rabbia. Un giorno in cui l’insensata violenza ha strappato via una vita innocente, quella di Calaceo, un cucciolo di appena sette mesi.
Nel pomeriggio di ieri, Olbia è stata teatro di una folle sequenza di aggressioni che hanno seminato il panico tra i cittadini. Un uomo di origini tunisine, armato di forbici, ha aggredito brutalmente tre vittime: una donna di 39 anni in un centro massaggi di via dei Lidi, il piccolo Calaceo tra via Roma e via Regina Elena, e una guardia giurata di 45 anni davanti al supermercato Superpan in via Genova, ora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Giovanni Paolo II.
Quando i Carabinieri di Olbia ci hanno contattati per intervenire nel soccorso immediato di un cane accoltellato, siamo partiti subito. La dott.ssa Sanna, presente al rifugio, si è precipitata in clinica mentre noi andavamo a soccorrere il povero cucciolo.
Calaceo si trovava sotto il tavolino di un bar quando questo folle lo ha aggredito senza pietà, colpendolo ripetutamente con le forbici. Un cucciolo indifeso che non poteva nemmeno comprendere cosa stesse accadendo”.

Quando la squadra ha raggiunto il luogo, Calaceo era agonizzante. “Il suo piccolo corpo tremava, i suoi occhi cercavano disperatamente aiuto. Lo abbiamo trasportato d’urgenza alla Clinica Veterinaria San Francesco, dove tutto il personale medico ha lottato con ogni mezzo per salvarlo.
Per un momento ci siamo illusi che ce l’avrebbe fatta. Calaceo si è anche alzato in piedi e in quel momento abbiamo sperato, abbiamo creduto che potesse farcela. Ma era solo un ultimo, disperato tentativo del suo piccolo corpo di resistere. Le ferite interne erano devastanti, troppo gravi. I danni provocati dalle forbici irreparabili.
Nonostante gli sforzi disperati di tutti i medici, nonostante tutta la nostra speranza e il nostro amore, il cuore di Calaceo ha cessato di battere poco dopo. Quella breve illusione ha reso il dolore ancora più straziante.
Sette mesi. Aveva solo sette mesi.
Un cucciolo che aveva appena iniziato a scoprire il mondo, a fidarsi delle persone, a vivere. Non stava facendo del male a nessuno. Era semplicemente lì, vittima innocente della follia cieca e drogata di un uomo pericoloso”.

Leida prosegue: “E qui dobbiamo dirlo forte e chiaro: QUESTO FOLLE DEVE PAGARE.
Il dolore che proviamo è immenso, ma la rabbia è ancora più grande. Come è possibile che un individuo così pericoloso possa aggirarsi liberamente per le strade colpendo chiunque incontri?
Questa non è solo la storia di un cane ucciso. Questa è la storia di una comunità sotto attacco, di cittadini che non si sentono più al sicuro nemmeno seduti al bar. Questa è la storia di un sistema che deve fare di più per proteggere tutti noi e anche gli animali indifesi.
Siamo vicini con tutto il cuore alle persone ferite: alla donna aggredita nel centro massaggi e soprattutto alla guardia giurata che lotta in ospedale. I nostri pensieri e tutta la nostra solidarietà sono con loro e le loro famiglie. Auspichiamo una pronta guarigione.
Ringraziamo la donna coraggiosa che ha rischiato la propria vita per fermare l’aggressore. Il suo gesto eroico ha impedito conseguenze ancora più tragiche.
Ringraziamo i Carabinieri della Radiomobile, guidati dal tenente colonnello Nicola Pilia, e i militari della stazione di Porto Rotondo per il loro intervento determinante che ha permesso di bloccare questo criminale.
Un ringraziamento commosso al personale della Clinica Veterinaria San Francesco, che ha fatto l’impossibile per salvare Calaceo fino all’ultimo suo respiro, che ha condiviso con noi quella breve illusione di speranza quando il cucciolo si è alzato, e poi il dolore devastante della sua perdita. Confidiamo che la giustizia faccia il suo corso con la massima fermezza. Questo individuo pericoloso deve pagare per quello che ha fatto. Deve essere punito con la massima severità.

Non possiamo permettere che la violenza gratuita, la follia, la droga diventino una scusa. Non possiamo permettere che le nostre strade diventino un campo di battaglia dove chiunque può essere aggredito senza motivo.

Calaceo non c’è più. Ma il suo ricordo rimarrà vivo come simbolo dell’innocenza tradita, della violenza insensata che non possiamo accettare.

Continueremo a lottare, con ancora più forza, per difendere chi non può difendersi, per dare voce a chi non ha voce, per una società più giusta e sicura. Una società dove i folli violenti non possano seminare terrore e morte.
Riposa in pace, piccolo Calaceo. La tua morte non sarà vana. Non ti dimenticheremo mai. Lotteremo perché giustizia sia fatta”.

Tags: olbia
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